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Il progetto "Spazio Cultura"

Fintecna, oggi parte del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti, è l'azienda succeduta all'I.R.I. -  l'Istituto per la Ricostruzione Industriale; quell’IRI che ha contribuito in modo decisivo a dare vita a molte delle più significative iniziative imprenditoriali, in un contesto di grandi trasformazioni economiche e sociali che hanno fatto la storia industriale del nostro Paese.
In questa importante pagina italiana, nata ormai più di ottant’anni fa, c’è un passaggio forse poco conosciuto ai più, che riveste una rilevanza straordinaria: la stagione dell’impresa pubblica degli anni ‘50 e ’60, che ha
saputo riconoscere, con grande lungimiranza e con visioni di ampio respiro, l’assoluta centralità della cultura e dell’arte, quali valori necessari e imprescindibili per il suo sviluppo.

Attraverso l’apporto di industriali illuminati, il cambiamento epocale di quegli anni fu affidato alle voci di intellettuali e artisti, assegnando uno spazio di primo ordine alle loro eloquenti testimonianze e all’ingresso della
cultura nei meccanismi dell’impresa. Il mecenatismo pubblico, infatti, a quell’epoca si contraddistinse, ad esempio, affidando ai grandi nomi dell’arte contemporanea le più svariate commissioni: dagli arredi delle  motonavi, che, coprendo rotte transoceaniche, favorivano la conoscenza della nostra pittura nel nuovo mondo; ai progetti più complessi per le architetture e l’urbanistica; fino ad arrivare all’unione di tutte le discipline e alla diffusione della cultura in un'unica grande rivista aziendale, “Civiltà delle Macchine”, che più di ogni altra ha saputo riflettere sui cambiamenti sociali, etici e ambientali dello sviluppo industriale e tecnologico. Senza nessuna censura critica, ogni grande intellettuale ha potuto analizzare il progresso in maniera democratica e costruttiva, ogni artista ha saputo restituire in termini visivi e maieutici l’impatto industriale con lo scopo di infondere, a manager e operai, una dimensione più umana dell’azienda.
Spinti da un forte spirito di appartenenza e consapevoli dell’importanza che riveste l’arte nei processi di formazione aziendali, ci siamo impegnati nella tutela e nella valorizzazione delle nostre collezioni artistiche, ritenendo vitale la necessità di una divulgazione dei beni come progetto di restituzione alla memoria collettiva attraverso l’istituzione di un polo museale permanente, fruibile, che diventi uno spazio di salvataggio critico dei saperi e dei significati simbolici di un cambiamento sociale, civile ed epocale.

Le opere d’arte di nostra proprietà sono state così costituite in un polo museale permanente con la mostra “Ingegni d’Arte” (un nucleo di 43 opere sulle copertine originali della rivista “Civiltà delle Macchine” e dichiarata di alto valore storico-artistico dal Prof. Federico Zeri). A questo nucleo di base, si aggiungeranno esposizioni temporanee sempre aventi a tema l’arte nell’industria, che dialogheranno con la collezione permanente ampliando e  rafforzando il nostro progetto culturale.


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